Il Consiglio dei Ministri in Ucraina, per ridurre i danni della guerra sulla salute mentale, ha sostenuto un disegno di legge che regolamenta l'utilizzo della cannabis per scopi medici.

Cannabis in Ucraina

Dall'annuncio, arrivato il 7 Giugno dal ministro della Salute Viktor Lyashko, possiamo leggere: "La riforma disciplina la circolazione di piante di cannabis per scopi medici, industriali, attività scientifiche e tecnico-scientifiche, così da garantire ai pazienti le cure necessarie per il cancro e il disturbo post traumatico derivanti dalla guerra."

La legalizzazione della cannabis è una priorità, e in un Paese, in cui la stabilità mentale di chi lo popola è messa a dura prova ogni secondo che passa, è diventata un'esigenza che non si può più rimandare. 

"Comprendiamo gli effetti negativi della guerra sulla salute mentale. Comprendiamo il numero di persone che avranno bisogno di cure mediche a causa di questa esposizione. E capiamo che non c'è tempo da perdere. Pertanto, abbiamo già preparato una legge per garantire l'intero ciclo di produzione di farmaci a base di cannabis in Ucraina: dalla coltivazione e lavorazione alla produzione a tutti gli effetti."

Secondo alcuni dati già prima della guerra erano circa 2 milioni i cittadini ucraini che avrebbero beneficiato della cannabis medica. Questo numero è cresciuto a dismisura per via dei numerosi traumi che la popolazione ucraina è costretta a vivere. 

"Comprendiamo la sensibilità di questo problema nella società e siamo pronti a sviluppare gradualmente questo settore e offrire assistenza e cure ai pazienti ucraini. Senza importare, ma creando il nostro, ucraino!"

E conclude, "Storicamente, i farmaci a base di cannabis sono stati utilizzati per ridurre il dolore, gli spasmi muscolari e i crampi, curare l'anoressia, il disturbo da stress post-traumatico e i disturbi d'ansia. Inoltre, vengono utilizzati nel trattamento di alcuni tipi di epilessia, glaucoma, psoriasi, parkinsonismo, sclerosi multipla. Un compito importante di questi farmaci è alleviare il dolore e la sofferenza nei pazienti critici e palliativi, compresi i malati di cancro e i pazienti con HIV."

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