Muore a 78 anni Fernanda de la Figuera, attivista spagnola per la liberalizzazione della cannabis chiamata affettuosamente “Abuela Marihuana”, ovvero “Nonna Marijuana”.

Nonna Marijuana

“Mescolate le mie ceneri con della terra e piantate della marijuana”. Sono state queste le ultime parole pronunciate dalla veterana spagnola Fernanda de la Figuera prima di spegnersi.

Come racconta lei stessa in una vecchia intervista, ben presto si rese conto che il suo rapporto con la cannabis sarebbe durato tutta la vita. E così, in procinto di morte, pare che il suo ultimo desiderio sia questo, sancire un legame eterno con la sua amata pianta.

Grazie alla marijauna infatti, è riuscita a curare la sua depressione, i vari disturbi legati ai reumatismi e all’epilessia e, come se le fosse debitrice, ha speso il tempo concessogli su questa terra per ricambiarle il favore. Combattere per la liberalizzazione della cannabis

Nel 1995, con una sentenza storica, è diventata la prima cittadina spagnola a cui fu concesso coltivare erba per uso personale, a seguito della prima causa che la vide imputata per possesso e uso di cannabis.

Nel 2019 invece, venne accusata e condannata a 9 mesi di reclusione e 10mila euro di multa per coltivazione e distribuzione di cannabis alla “Marías X María”. Un’associazione di consumatrici che lei stessa fondò, con il nobile scopo di aiutare quelle donne che di marijuana ne facevano un uso terapeutico.

Nel 1991 fu fondatrice e presidente dell’Associazione Ramón Santos per gli studi sulla cannabis in Andalusia (ARSECA), divenendo la prima donna in Spagna a presiedere un’associazione. E ancora nel 2003, fondò a Valencia il primo partito politico sulla cannabis (PCLYN), e la Federazione delle Associazioni della Cannabis (FAC).

E proprio una delle associazioni della federazione spagnola si univa al dolore che ha colpito l’intera comunità cannabica scrivendo su twitter:

“Da oggi ci manca Fernanda de la Figuera. La Abuela Marihuana, femminista, combattente, riferimento assoluto per il movimento della cannabis nel nostro Paese, che ha sostenuto la causa fino alla fine. Continueremo a piantare a tuo nome!”