Lo scorso 15 Luglio si è tenuto un incontro senza precedenti. Gli alti rappresentanti di Germania, Lussemburgo e Malta si sono riuniti per discutere della legalizzazione della marijuana a scopo ricreativo in Europa. 

Bandiera Europa

Il primo di una serie di incontri multilaterali che potrebbero coinvolgere altri Paesi dell'Unione Europea si è tenuto al Castello di Senningen, in Lussemburgo.

Il dibattito, avviato da una presentazione generale del direttore dell’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (OEDT), Alexis Goosdeel, sulle politiche dell'Unione Europea sulla cannabis, si è diramato in tre sessioni. 

Le prime due incentrate sul diritto internazionale ed europeo e la terza, invece, ha esaminato le varie opportunità e sfide per la valutazione degli obiettivi delle politiche di salute e sicurezza pubblica nel contesto del diritto internazionale ed europeo.

I promotori sostengono che gli incontri tra Stati membri possano essere decisivi, sia per coordinare le future normative, sia per affrontare eventuali resistenze da parte delle Nazioni Unite (ONU), che attualmente impediscono di legalizzare la marijuana. 

La repressione ha fallito: bisogna cambiare approccio

Libertà

Al termine della conferenza i ministri di Germania, Lussemburgo e Malta hanno rilasciato una dichiarazione congiunta sottolineando che "lo status quo non è un'opzione sostenibile."

"Noi, Ministri o alti rappresentanti dei Ministri dei governi nazionali di Germania, Lussemburgo e Malta, ci siamo incontrati per discutere dei diversi aspetti della regolamentazione della cannabis per usi non medici e non scientifici." - E ancora - "È necessario rivalutare le nostre politiche sulla cannabis e tenere conto dei recenti sviluppi in questo settore, per rafforzare ulteriormente le risposte sanitarie e sociali, come i programmi di prevenzione, il trattamento e gli interventi di riduzione dei danni e per trovare nuovi approcci al di là delle politiche sulle droghe basate sul proibizionismo."

Secondo il primo ministro della giustizia del Lussemburgo, Sam Tanson, “Quasi mezzo secolo dopo l'entrata in vigore della nostra legge che criminalizza i comportamenti legati alla droga, il Lussemburgo persegue ancora una politica incentrata principalmente sulla repressione. Tuttavia, come mostrano le nostre statistiche, il fallimento di questo approccio non può essere negato ed è giunto il momento di sviluppare un nuovo approccio, basato sul dialogo con gli Stati che hanno fatto la stessa osservazione e le istituzioni europee e internazionali”.

Infine ricordiamo che secondo un recente sondaggio condotto dall'Hanway Associates, che ha preso in esame ben otto Paesi dell'UE, il 55% dei cittadini europei è favorevole alla legalizzazione della marijuana.