Moffat, una cittadina di 114 abitanti del sud del Colorado, vuole cambiare nome in "Kush" in onore della cannabis. La fiorente industria che ha risollevato le tragiche sorti di una valle in via d'estinzione. 

Moffat, Colorado

L'idea parte da Mike Biggio che cinque anni fa, insieme al suo socio d'affari, ha fondato l'Area 420: un parco di 420 acri destinato alle coltivazioni di cannabis per fini commerciali, laboratori di analisi e strutture di ricerca, sia per scopi medici che ricreativi. 

Inoltre l'azienda dispensa licenze per la coltivazione a Moffat che, secondo la sindaca Cassandra Foxx, sono passate da appena due ad oltre settanta negli ultimi sei anni, proprio grazie al lavoro di Area 420. "Ci hanno dato la vita, come una rinascita", conclude. 

Ora Biggio vuole che il nome della città rifletta il suo motore economico. La "Kush" è una varietà di cannabis indica che prende il nome dalla catena montuosa dell' Afghanistan dalla quale la pianta è originaria, l'Hindu Kush.

"Sto cercando di far acquisire a questa valle una fama mondiale per la sua produzione di cannabis, questa scelta proverebbe che in questa battaglia la città c'è dentro con entrambi i piedi."

Il prossimo martedì si terrà una riunione del Consiglio di amministrazione di Moffat, dove, lo stesso Biggio, presenterà delle prove a favore della sua causa, tra cui: una serie di città del Colorado che nella loro storia hanno cambiato nome e alcuni articoli di Forbes che testimoniano un boom del turismo riconducibile all'erba legale. 

"Voterò a favore del cambio di nome - ha dichiarato la Foxx - il cambiamento è sempre positivo." E ancora, "La cannabis ha rinvigorito la città. Da quando l'Area 420 ha messo radici, le entrate sono schizzate alle stelle. In un Paese che praticamente prima non ne aveva affatto, 80.000 dollari sono presto diventati 120.000 dollari all'anno. Poi 200.000 dollari. L'anno scorso Moffat ha incassato circa 400.000 dollari di tasse, quasi tutte provenienti dall'industria della marijuana."

Gli introiti sono stati successivamente impiegati per scopi sociali. La progettazione di un nuovo sistema idrico e fognario, la ristrutturazione delle scuole, una nuova pavimentazione e lo sviluppo delle abitazioni. 

High Valley

Tuttavia, non tutti muoiono dalla voglia di mettere Kush sulla mappa. 

L'amministratore comunale Ken Skoglund si è espresso a riguardo, "Il cambio di nome? No." Il residente di lunga data di Moffat considera Biggio un amico, sostiene l'Area 420 e apprezza ciò che ha fatto per la città ma, "Chiamare la città Kush? E' un'esagerazione. Non si tratta di soldi, è una questione di giusto o sbagliato e noi rappresentiamo le persone."

Biggio risponde sottolineando che "Il cambio di nome non è per essere divertenti. La città è spesso confusa con la Contea di Moffat, che si trova nell'estremo nord-ovest dello Stato. Per questa confusione, un coltivatore di cannabis della città ha strappato in anticipo delle piante per una valore di 100.000 dollari, a causa di un gelo destinato a Craig, non a Moffat."

"Sottoponiamo la questione a qualsiasi misura democratica. Lasciamo che sia il pubblico a decidere", conclude Biggio."