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Cannabidiolo e Fibromialgia

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Nella pianta di cannabis sono stati identificati più di 100 cannabinoidi, cioè composti chimici che si trovano in forma naturale nella suddetta pianta. Uno dei più considerevoli è il cannabidiolo (CBD), che può arrivare a rappresentare fino al 45% dell’estratto della pianta. Molte delle varietà di Cannabis Sativa possiedono il CBD o cannabidiolo, però lo fanno in piccole quantità. Infatti, solo alcuni rami della pianta contengono una concentrazione sufficiente di CBD, affinché possa essere estratto in forma utile.


La prima volta che il CBD venne isolato dalla pianta di cannabis fu tra il 1930 e 1940, da ricercatori dell’Università dell’Illinois (USA). Tuttavia, non si venne a conoscenza della sua struttura e composizione chimica fino agli anni Sessanta, quando furono identificate dal professor Rafael Mechoulam. Dal 2013, PubMed, un database statunitense sulla ricerca medica, ha catalogato più di 1.500 studi sul cannabidiolo. In questo senso, molti scienziati affermano che il CBD è uno dei cannabinoidi più importanti scoperti al giorno d’oggi.

EFFETTI TERAPEUTICI DEL CANNABIDIOLO

In comparazione con gli altri cannabinoidi, il cannabidiolo ha acquisito molta importanza nell’ambito terapeutico, in quanto carente delle proprietà psicoattive tipiche del THC (poiché non agisce attraverso i recettori CB1 del cervello, responsabili della psicoattività), che si possono ridurre quando si usano insieme CBD e THC.

In questo modo, si possono somministrare quantità simili di CBD e THC (rapporto di 1:1 o anche superiore di THC), senza che appaiano forti effetti negativi dovuti a quantità elevate di THC (come l’effetto psicoattivo, tachicardia, attacchi d’ansia ed altri).

Anche se rimane ancora molto da investigare sulle proprietà del cannabidiolo, esistono vari studi che hanno dimostrato i suoi benefici da un punto di vista clinico.

I suoi effetti terapeutici più importanti derivano dalle sue proprietà:


Fibromialgia
ansiolitica
analgesica
antiemetica
antiepilettica
antitumorale
antiossidante
antinfiammatoria
antipsicotica
immunomodulatore
antibatterica e antifunginea
neuroprotettore
antireumatica
induttore del sonno


Anche se non si conoscono appieno tutti i benefici del cannabidiolo, esistono investigazioni che hanno dimostrato i suoi benefici dal punto di vista clinico. Per esempio, gli esperti hanno rivelato la sua relazione con il sistema immunitario. Così è stato comprovato che, in alcune linee cellulari del sistema immunitario, il CBD possiede la capacità di inibire la produzione di alcune citochine (IL-8, IL-10, TNF-D, IFNJ). Queste prove collegano direttamente che il CBD possiede effetti benefici sulle malattie infiammatorie/autoimmuni. Pertanto, il CBD possiede proprietà antinfiammatorie, analgesiche, ansiolitiche ed antipsicotiche. Inoltre esistono studi che hanno collegato il cannabidiolo al sollievo del dolore cronico o per il trattamento dell’epilessia, tra le altre malattie.

Altre ricerche si sono concentrate sugli effetti del cannabidiolo sull’artrite. Così, uno studio sui ratti dimostrò che un trattamento con CBD (sia per via orale che intraperitoneale) aveva bloccato la malattia, paralizzando la sua crescita. Questi effetti si collegano all’attività immunosoppressiva e alla proprietà antinfiammatoria di questo cannabinoide.

In una malattia come il cancro, il CBD produce un effetto sedativo nella maggior parte dei casi ed inibisce la trasmissione dei segnali nervosi associati al dolore. È stato notato che il CBD riduce la crescita delle cellule del cancro umano al seno in vitro e in vivo nei ratti, e riduce la sua invasività.

COME USARE IL CANNABIDIOLO

Esistono differenti prodotti nel mercato che contengono CBD derivato da canapa certificata. L’olio di CBD è uno dei prodotti più conosciuti. Per usarlo, si può ingerire o utilizzare come composto in crema e unguento, spray, tè o infusi di canapa. L’effetto del cannabidiolo si manifesta entro 15 o 30 minuti dall’assunzione.

Nel caso dello spray, il suo funzionamento è molto semplice. Si tratta di applicare sotto la lingua (sublinguale) la dose prescritta dal medico specialista. Nel caso di infusioni, si tratta di preparare un infuso convenzionale, aggiungendo qualche tipo di latte o di grasso, come il burro, per far si che questo cannabinoide si dissolva correttamente.

Anche se il CBD è ancora oggetto di studi nei paesi di tutto il mondo, in Spagna i prodotti composti con CBD e THC (quest’ultimo con una quantità inferiore allo 0,2%) possono essere consumati legalmente e non richiedono una prescrizione medica per essere acquistati. Si tratta di una soluzione farmacologica sviluppata da GW Pharma e composta da CBD e THC (rapporto 1:1), consigliato nel trattamento del dolore e di spasticità nelle persone con sclerosi multipla